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Sabato 20 Aprile 2013
Un terremoto di magnitudo(MW) 6.9 è avvenuto alle ore 02:02:48 italiane (00:02:48 20/Apr/2013 – UTC) del giorno 20/Apr/2013 nel distretto sismico: Sichuan, China.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, le vittime sono centinaia tra morti e feriti: alle due del pomeriggio ora locale (le 8 del mattino in Italia) la stima era di 76 morti e 600 feriti almeno. Ma la sensazione è che l’elenco sia destinato ad aggravarsi.
Il 12 maggio 2008 alle ore 14:28:04 (CST), ovvero le 06:28:04 UTC, una scossa di magnitudo 8 provocò nel Sichuan la morte di quasi 90 mila persone, almeno cinque milioni di senza tetto.

Martedì 16 Aprile 2013
Una fortissima scossa di terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito l’Iran alle ore 12:44:22 italiane (10:44:22 16/Apr/2013 – UTC). La scossa è stata registrata nei pressi della città di Khash, che conta oltre 50.000 abitanti ed è stata avvertita in Qatar, India e Pakistan. A New Dehli, la gente, terrorizzata, si è riversata per le strade. L’epicentro vicino al confine con il Pakistan, a una profondità di 73 miglia. L’ipocentro è stato localizzato a circa 15 km di profondità. La zona colpita, un’area rurale con la gran parte delle case costruite con mattoni di fango, si trova al confine tra Iran e Pakistan è nota per essere fortemente sismica poiché è il crocevia di quattro grandi placche tettoniche (quella Arabica, l’Eurasiatica, l’Indiana e l’Africana), più la piccola placca dell’Anatolia. L’ente per la sorveglianza geologica degli Stati Uniti, l’Usgs, rileva che il segno tangibile dell’intensa attività delle placche in quest’area è la conformazione delle montagne, che risulta dai movimenti compressivi.

Sabato 15 Settembre 2012
Dopo l’alluvione che ha creato notevoli disagi nell’isola di Lipari, il sindaco Marco Giorgianni con una ordinanza ha disposto la chiusura domani delle scuole.
La pioggia torrenziale che si e’ abbattuta sulle Eolie ha provocato l’allagamento della scuola media di Lipari. I 200 ragazzi si sono rifugiati al primo piano.
A Canneto il torrente con il fiume in piena ha sommerso una decina di auto. Strade tutte allagate. Sempre a Canneto nella zona di Calandra e’ sceso a valle un fiume di detriti di pomice e anche il bus della ditta Urso carico di passeggeri e anche qualche turista e’ rimasto “impatanato”. Tutte le strade di Lipari sono allagate. (RaiNews)

Sabato 01 Settembre 2012
Oggi in Giappone è il ‘Boasi no hi’, giorno della prevenzione dei disastri. Si commemora il grande sisma del Kanto di magnitudo 7.9 che 89 anni fa causò 100.000 vittime nella grande piana di Tokyo.

Ad un anno e mezzo dal sisma di magnitudo 9 e dallo tsunami responsabile della morte di 19.000 persone circa 400.000 persone, in 40 prefetture, hanno partecipato all’esercitazione con un’ipotesi di 9.600 vittime causate da un terremoto di intensita’ 7 (massimo grado sulla scala nipponica) nell’area della capitale. Pochi giorni fa è stato presentato un nuovo studio su un mega sisma (e conseguente tsunami) lungo la fossa di Nankai, nel Pacifico e di fronte all’isola di Shikoku; le stime prevedono oltre 300.000 vittime.

Mercoledì 29 Agosto 2012

Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.6 è avvenuto alle ore 01:12:15 italiane del giorno 29/Ago/2012 (23:12:15 28/Ago/2012 – UTC). Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Stretto_di_Messina. Da ricognizione da parte della SORIS risulta che il sisma è stato avvertito a macchia di leopardo nei Comuni della provincia di Messina, di Catania e Siracusa. Al momento non sono stati segnalati danni. Maggiori informazioni alla pagina TERREMOTI

Mercoledì 20 Giugno 2012 

Presentate le linee guida per gli interventi sui capannoni industriali in E.R.

Martedì 12 Giugno 2012
-AGGIORNAMENTO DICOMAC-
“Proseguono le scosse nell’area già colpita dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio. Nelle ultime 24 ore sono stati circa 40 gli eventi registrati nell’area della Pianura Padana Emiliana. La scossa più forte, di magnitudo 4.3, è stata registrata nella notte in provincia di Modena, con epicentro nell’area di Mirandola, Carpi e Novi. Dalle verifiche effettuate non risultano al momento danni a persone o cose. A eccezione di tre scosse, le altre sono tutte di magnitudo inferiore a 3.”

Sabato 09 Giugno 2012
Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.5 è avvenuto alle ore 04:04:56 italiane, ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico Prealpi Venete , a una profondità di 7.1 km in prossimità di Belluno.

Terremoto Emilia: domande e risposte dal DPC

Mercoledì 06 Giugno 2012
Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.5 è avvenuto alle ore 06:08:31 italiane, ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico Pianura padana emiliana, a una profondità di 25.6 km in mare.

Il terremoto è stato generato da una faglia diversa rispetto a quelle responsabili dei sismi del 20 e del 29 maggio in Emilia, sebbene la struttura geologica interessata sia la stessa come ha spiegato il funzionario di sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Francesco Mele.
http://ingvterremoti.wordpress.com/

Domenica 03 Giugno 2012
-AGGIORNAMENTO EMILIA ore 13.00 dal DPC-
Il coordinamento del Servizio Nazionale si trasferisce nella sede dell’Agenzia regionale di protezione civile della Regione. Istituita la DI.COMA.C. a Bologna.

Giovedì 01 Giugno 2012
Continuano le attività di allestimento delle aree di accoglienza per la popolazione nelle Province di Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e Mantova. Oltre all’Emilia Romagna e alla Lombardia, attualmente, le Regioni e le Province Autonome presenti nelle aree colpite dal terremoto sono dodici: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e Provincia Autonoma di Trento. Le organizzazioni nazionali di volontariato coinvolte nelle attività di assistenza alla popolazione, sono Ana, Anpas, Cisom, Misericordie, Prociv Arci e Croce rossa italiana.

Sono in totale 37 i campi di accoglienza, di cui 13 in allestimento. Di questi 37, 15 sono gestiti dalle Regioni e 14 dalla Regione Emilia-Romagna e 8 dalle organizzazioni di volontariato nazionali.

In particolare, in provincia di Modena, cinque aree di accoglienza si trovano a Finale Emilia, cinque a San Felice sul Panaro, sei a Mirandola, due a Medolla, tre a San Possidonio, una a Bomporto, una a Cavezzo, una a Cento, tre a Novi, una a Concordia sulla Secchia, una a San Prospero, una a Reggiolo, e una a Campo Santo. In provincia di Ferrara due campi di accoglienza si trovano a Sant’Agostino e due a Bondeno. In provincia di Bologna un’area è a San Giovanni in Persiceto e una a Crevalcore. A Reggio Emilia è stata allestita un’area a Reggiolo.

In Lombardia, invece, nella Provincia di Mantova sono stati allestiti due campi.

Accanto ai campi di accoglienza, sono presenti anche altre strutture per ospitare le persone colpite dal terremoto (tensostrutture, vagoni letto, strutture al coperto e alberghi).

Martedì 29 Maggio 2012
-AGGIORNAMENTO EMILIA ore 17.00 dal DPC-

-AGGIORNAMENTO EMILIA ore 13.00 dal DPC-

ore 07.00 utc M 5.9 EPICENTRO MIRANDOLA – CAVEZZO
ore 10.55 utc M 5.4
ore 11.00 utc M 5.2
ore 11.07 utc M 4.1
SONO IN CORSO NUMEROSE REPLICHE DI MAGNITUDO INFERIORE

L’evento è stato avvertito in moltissime zone dell’Italia centro settentrionale.
Il sisma si è originato a circa 9 km di profondità nel segmento occidentale del sistema tettonico già interessato dalla sequenza inziata il 20 maggio scorso e che fino ad oggi, nonostante l’alta sismicità, non aveva registrato eventi con magnitudo superiore a 5.
Fonte www.IESN.it

Martedì 22 Maggio 2012
-AGGIORNAMENTO EMILIA ore 17.00 dal DPC-

Sisma in Bulgaria. Alle 00:00:33.0 UTC un sisma di magnitudo 5.7 ha interessato un’area a circa 25 Km da Sofia. Al momento sono stati riportati danni, ma non vittime.

Lunedì 21 Maggio 2012
-AGGIORNAMENTO SITUAZIONE ore 14.00 dal DPC-

Domenica 20 Maggio 2012
-AGGIORNAMENTO SITUAZIONE ore 22.30 dal DPC-

Domenica 20 Maggio 2012
Tutta l’Emilia-Romagna è stata svegliata nel cuore della notte da un terremoto di magnitudo 5.9.  L’epicentro è stato a pochi chilometri da Finale Emilia, nel Modenese.
Tre persone sono morte nel Ferrarese: una a Bondeno nel crollo di un capannone industriale,due a Sant’Agostino sotto le macerie di una fabbrica. Ingenti danni anche in provincia di Modena,dove sono segnalati diversi crolli.

Map Location
A Bologna città, dalle prime informazioni, non risultano danni.
Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto di magnitudo 5.9, avvenuto alle 4,04, è stato vicino a Finale Emilia. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 10,1 km di profondità. La zona epicentrale è stata individuata in un’area che comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i più vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

Venerdì 18 Maggio 2012
E’ stato pubblicato ieri 17 maggio 2012, sulla Gazzetta Ufficile il decreto n. 59 del 15 maggio 2012 “Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile”. Il Decreto come si legge nel testo ha l’obiettivo di rafforzare la “capacità operativa, nonché di garantire il corretto impiego e reintegro del Fondo nazionale di protezione civile”. Il provvedimento ora passa all’esame di Camera e Senato che avrà sessanta giorni per la discussione.

Confermato l’aumento dell’aliquota dell’accisa sul carburante per reintegrare l’eventuale uso del ‘Fondo di riserva per le spese impreviste’. Possibile aumento del carburante anche da parte delle Regioni interessate dallo stato di emergenza. Gli aumenti non potranno comunque superare i 5 centesimi per litro.

La novità più importante riguarda infine i danneggiamenti derivanti da calamità naturali che non saranno più coperti dallo Stato ma da apposite ‘coperture assicurative’.

POTERI STRAORDINARI LIMITATI – I mezzi e poteri straordinari, necessari in caso di calamità naturali, catastrofi o eventi di particolare intensità ed estensione, dovranno essere impiegati “durante limitati e predefiniti periodi di tempo”. In caso di calamità naturali.

STATO DI EMERGENZA – Nel testo vengono anche definiti i tempi legati alla dichiarazione dello stato di emergenza. Quest’ultima non potrà “superare i sessanta giorni” e può essere rinnovato, di regola “per non più di quaranta giorni”.

Inoltre “Per l’attuazione degli interventi da effettuare durante lo stato di emergenza dichiarato – si legge nel decreto – si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico”. Tali ordinanze dovranno riguardare esclusivamente l’”organizzazione dei servizi di soccorso e assistenza ai soggetti colpiti dall’evento” nonche’ gli “interventi provvisionali strettamente necessari alle prime necessita’ nei limiti delle risorse disponibili, allo scopo finalizzate”.

Nel corso del periodo relativo allo stato di emergenza il Capo del Dipartimento potrà nominare commissari delegati specificandone tramite il relatico provvedimento di delega “Il contenuto dell’incarico, i tempi e le modalità del suo esercizio”. Per l’esercizio delle funzioni “non e’ prevista la corresponsione di alcun compenso per il Capo del Dipartimento della protezione civile e per i commissari delegati, ove nominati tra i soggetti responsabili titolari di cariche elettive pubbliche”.

nell’ambito dell’emergenza inoltre le Regioni potranno aumentare l’imposta sui carburanti per un massimo di cinque centesimi a litro.

“A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, la Regione puo’ elevare la misura dell’imposta regionale di cui all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura massima consentita.”

FONDO NAZIONALE PROTEZIONE CIVILE – Per altri oneri saranno a dispozione le risorse derivanti dal ‘Fondo nazionale di protezione civile’. Qualora tuttavia sia utilizzato il ‘Fondo di riserva per le spese impreviste’ (Art. 28. della legge 31 dicembre 2009, n. 196), esso dovrà essere reintegrato mediante una “riduzione delle voci di spesa” e in combinazione attraverso “le maggiori entrate derivanti dall’aumento, deliberato dal Consiglio dei Ministri, dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo, nonche’ dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante”, aumento che non potrà superare i cinque centesimi per litro.

COPERTURE ASSICURATIVE – Una grande novità riguarderà infine la possibilità, per i privati, di estendere le polizze assicurative contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali. Sarà infatti escluso, anche a livello parziale, “l’intervento statale per i danni subiti da fabbricati”.

Come ha riferito il capo della Protezione Civile, Franco Gabrieli sarà la città dell’Aquila a ricevere gli ultimi fondi dallo Stato. ”Purtroppo per il futuro dovremo pensare alle assicurazioni – ha detto Gabrieli – perché lo Stato non è più in grado di fare investimenti sulle calamità: possiamo ritenere che gli aquilani siano stati gli ultimi a ricevere assistenza dallo Stato”.

Martedi 15 Maggio 2012
Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia della sezione di Catania individua come responsabile dei maggiori terremoti della Sicilia orientale una micro placca facente parte della più grande placca africana battezzata dai geofisici con il nome di “blocco siculo-ibleo” la placca minore si trova stretta in una morsa tra la grande placca euroasiatica e quella africana. La stessa ha una sua dinamica particolare e indipendente da quella africana, e comprende gran parte del territorio siciliano e dei mari circostanti.
Nella comune conoscenza scientifica si sa che, nel naturale movimento della crosta terrestre, la placca africana avanza e si immerge sotto quella euroasiatica, e si immagina che i due grandi blocchi interagiscano in maniera compatta. Invece, secondo quanto rilevato da questo gruppo di ricercatori, nella zona di collisione si sarebbero create una serie di unità minori, animate da una dinamica più articolata rispetto alla semplificazione della convergenza africana da sud.
L’individuazione di questa placca minore siculo-iblea è avvenuta grazie allo studio dei lenti movimenti della crosta terrestre, dovuti alla dinamica delle placche, attuato tramite i dati rilevati in 18 anni dalle numerose stazioni Gps situate in Sicilia, nelle isole circostanti e in Calabria, a cui sono state aggiunte le analisi dei terremoti verificatisi nella medesima area.
Si è rilevata dunque questa micro placca che ricalca la forma della Sicilia comprendendo anche una vasta zona marittima. Sostanzialmente le linee di confine del blocco siculo-ibleo partono dalle Isole Egadi, a nord ovest della Sicilia, toccano Ustica e si collegano alle Isole Eolie, completando così il perimetro nord della placca. La stessa poi vede i suoi confini orientali collegare le Eolie fino a Malta, e da qui si forma il perimetro occidentale che si riaggancia alle Isole Egadi.
Grazie ai Gps, e al confronto con gli spostamenti della placca euroasiatica, è stato possibile dunque rilevare di quanti millimetri o centimetri si sposta annualmente il territorio siciliano, e in quale direzione, permettendo dunque di tracciare un’area di movimento della crosta terrestre diversa da quella delle due grandi placche euroasiatica e africana.
Tutti questi movimenti sono all’origine di quelle strutture tettoniche che si esprimono in corrugamenti, faglie (o fratture) della crosta terrestre, oltre che in accumuli di tensioni generatrici di terremoti.
Lungo il confine, che passa sotto Ustica, del blocco siculo-ibleo si rileva un prevalente regime compressivo, con la formazione di faglie responsabili di frequenti terremoti che, in genere, hanno magnitudo moderata.
Sul versante messinese e ionico invece il quadro peggiora nettamente. Qui gli studiosi avevano da tempo individuato una grande faglia denominata “Eolie-Tindari-Letojanni” ritenuta come la linea al di sotto della quale si consuma la subduzione (sprofondamento) della placca africana sotto quella euroasiatica.
Ed è proprio su questa conoscenza empirica che i ricercatori avanzano l’ipotesi che la faglia sotto la quale si consuma la subduzione non si fermi a Letojanni, ma prosegua in mare, raccordandosi a un altro sistema di fratture sottomarine noto come la scarpata ibleo-maltese. All’interazione fra i due blocchi siculo-ibleo e calabro-ionico si possono attribuire sia la genesi dei vulcani eoliani che i grandi terremoti storici della Sicilia orientale, come quelli della val di Noto del 1693 e di Messina del 1908.
Dunque il blocco siculo-ibleo appare intrappolato nella dinamica di collisione tra la placca africana e quella euroasiatica e soggetto a un movimento complessivo laterale verso nord-ovest, con il risultato che lungo tutti e tre i sui confini si originano zone esposte al rischio sismico sebbene i terremoti più forti di tutta l’area siciliana avvengano lungo il bordo orientale dell’area Iblea.
Fonte: Corriere della Sera

Venerdì 13 Aprile 2012
Alle ore 08.21 locali di oggi 13 aprile è stato registrato un evento sismico di magnitudo 4.2 localizzato a largo della costa siciliana settentrionale, tra Palermo e l’Isola di Ustica seguito alle ore 8.44 lt da altro evento  di magnitudo 2.4 più prossimo alla costa palermitana.

La prima scossa è stata nettamente avvertito nel capoluogo siciliano ed alcune scuole sono state evacuate come misura cautelare.

 

Data Ora (UTC) Lat Lon Prof (Km) Mag
2012/04/13 09:45:24 38.243 13.192 10 Ml:3.1
2012/04/13 07:15:55 38.27 13.198 6 Ml:2.9
2012/04/13 06:44:06 38.284 13.342 10 Ml:2.4
2012/04/13 06:21:33 38.285 13.298 10 Ml:4.2

Per informazioni dal DRPC
Sequenza sismica
Notizie utili
Norme di comportamento in caso di sisma
Servizio sismico regionale

Sabato 3 marzo 2012
Ricostruzione de L’Aquila: l’allarme degli ingegneri 
Forti perplessità degli ingegneri italiani in merito agli interventi di ricostruzione post-terremoto a L’Aquila. Il Consiglio nazionale degli ingegneri propone un Codice Etico per la Ricostruzione.

La mancanza di certezza sui tempi di finanziamenti, la ridotta sicurezza antisismica delle costruzioni ed il rischio di comportamenti non etici nella rinascita dell’Abruzzo colpito dal sisma, sono le principali criticità contenute in un documento sottoscritto dal CenSU  Centro Nazionale Studi Urbanistici, dal CNI, Consiglio Nazionale Ingegneri. e da tutti gliOrdini provinciali degli ingegneri, nonché dalla Federazione degli Ordini dell’Abruzzo.

L’eccessivo allungamento dei tempi di ricostruzione e il ritardo nell’avvio dei lavori di recupero degli edifici danneggiati - si legge infatti in un comunicato dell’ufficio stampa CNIhanno già portato gli Ingegneri italiani ad esprimere forti perplessità sulla soluzione di guidare gli interventi di ricostruzione post-terremoto dell’Aquila attraverso complicati e farraginosi Piani di Ricostruzione, inutili per come sono stati concepiti e che innescano burocrazie difficilmente gestibili.

Un documento del CeNSU e del CNI, sottoscritto da tutti gli Ordini provinciali e dalla Federazione degli Ordini dell’Abruzzo, sottolinea gli aspetti che non sembrano avere ancora avuto la giusta risposta, a partire dall’eccessiva burocratizzazione dei Piani di Ricostruzione e dall’ingerenza delle Università nella fase di progettazione. Gli ingegneri sottolineano la necessità di individuare le priorità di intervento, distinguendo la situazione de L’Aquila, capoluogo regionale e città di grande rilevanza storica, rispetto ai piccoli centri rurali, nuclei e case sparse.

“Il piano di ricostruzione dovrà farsi carico – prosegue la nota -, accompagnandolo dove possibile ed in modo tempestivo, con direttive più che con norme, con accordi più che con vincoli, di un progetto edilizio complessivo che appare sempre più urgente ed indifferibile, sul quale concentrare tutte le risorse. Per quanto riguarda la certezza dei tempi e dei finanziamenti diventa indispensabile definire, immobile per immobile, l’entità del finanziamento pubblico e l’impegno integrativo del proprietario sulla base di un progetto edilizio, seppur di massima. Come è avvenuto in Friuli, l’anticipo dell’erogazione del contributo pubblico e le agevolazioni fiscali, come ad esempio l’esenzione IVA, sono stati fondamentali per l’avvio dei cantieri”.

E’ altrettanto importante saper valutare le proporzioni del mix pubblico-privato che si sta omponendo e che va programmato con precisione. Nelle ricostruzioni già avvenute nel passato le risorse pubbliche erogate hanno movimentato almeno altrettante risorse private e questo mix è stato il motore vero di una Ricostruzione compiuta.
Il Consiglio Nazionale Ingegneri inoltre sottolinea che, sul fronte della sicurezza antisismica degli edifici riparati o esistent i gli ingegneri “considerano assurdo il limite dell’80% del contributo pubblico ed il restante 20% a carico del privato. E’ il miglioramento degli edifici con l’adeguamento del 100% alla normativa sismica costituisce un’indicazione di civiltà ed è il primo fattore di sicurezza, anche psicologica, di un territorio esposto a rischio terremoto.  Inoltre l’adeguamento sismico, come è per l’edificio ricostruito ex novo, deve essere totale anche per quello riparato e in questa ottica, va messo in atto un importante ed esteso processo di adeguamento per il patrimonio edilizio esistente, anche non danneggiato”.

Infine il CNI lancia un messaggio chiaro sull’etica della ricostruzione: “La complessa macchina dell’edilizia che si metterà in moto – si legge in chiusura di comuncato – deve essere equilibrata anche sul piano degli interessi contrapposti che si metteranno in gioco. Il ruolo del tecnico, pubblico e privato, quello della pubblica amministrazione e delle imprese devono garantire la trasparenza del processo. Il CNI ha proposto un Codice etico per la Ricostruzione al fine di garantire un comportamento deontologico degli ingegneri, ma anche per prevenire o illuminare le situazioni non-etiche, presupposto spesso di veri atti di corruzione”.

fonte: uff. stampa CNI

Sabato 25 febbraio 2012
Una scossa di terremoto
di magnitudo 4,2 è stata registrata alle ore 21:34:34  dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Tirreno_meridionale_B.

Venerdì 27 gennaio 2012

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.4 è stata registrata alle 15.53 nel Parmense, tra Corniglio e Berceto. Il sisma è stata sentito distintamente anche a Bologna, nel Modenese e nel Reggiano, in Toscana, in Liguria, in Veneto, in Friuli e in Lombardia. Il Tavolo tecnico di Protezione civile, riunito a Parma, ha deciso la chiusura immediata e per l’intera giornata di domani di tutti gli istituti scolastici della provincia. La decisione, spiega una nota dell’Ufficio del Governo, è stata presa in via precauzionale per verificare l’agibilità degli edifici

Giovedì 26 gennaio 2012
Da Ingegneri.info
Arriva dal Laboratorio materiali e strutture della facoltà di ingegneria dell’Università di Trento un progetto che punta a realizzare soluzioni tecnologiche innovative per limitare gli effetti dei terremoti e gestire con rapidità ed efficienza le conseguenze sugli edifici.

Il progetto rientra nell’ambito di Memscon, lo studio finanziato dall’Unione europea e coordinato dall’Institute of Communication and Computer Systems di Atene, che coinvolge undici partner di sette Paesi diversi, tra cui università, centri di ricerca, industrie e studi di consulenza internazionali. Lo scopo principale è produrre sensori wireless a bassissimo costo che sfruttano le tecnologie Rfid (Radio frequency identification) e Mems (Micro electro mechanical systems).

Al centro della ricerca ci sono appunto dei microsensori wireless che, inseriti nella struttura, aiutano a prevenire crolli e avvisano sui danni o sullo stato di manutenzione degli edifici. In pratica, questi sensori “intelligenti” sono in grado di comunicare in via telematica il livello di pericolo, consegnalazioni visive sono di colore verde, giallo, rosso.

I sensori wireless miniaturizzati sviluppati dai ricercatori sono specifici per costruzioni in cemento armato e il sistema di supporto alle decisioni sa rilevare e utilizzare in tempo reale le informazioni raccolte dai sensori sullo stato di agibilità di un edificio in seguito a un terremoto.

Mercoledì 25 gennaio 2012
Diverse scosse sono state avvertite dalla Lombardia al Veneto, ma anche in Liguria, Valle d’Aosta, Toscana e Trentino. Le scosse hanno procurato allarme tra i cittadini. Già nella notte il Veronese era stato interessato da una scossa di magnitudo 4.2. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Goefisica e Vulcanologia, l’evento sismico principale si è verificato alle 00.54, seguito all’1.05 da una replica di 2.1 gradi della scala Richter.
La scossa più forte questa mattina, di magnitudo di 4.9, è stata registrata alle ore 09.06 locali ed ha avuto epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia. Secondo quanto accertato dall’Istituto di geofisica, i comuni più vicini all’epicentro sono Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto.

Il terremoto è stato percepito distintamente anche a Milano, Torino e Genova. A Milano alcuni edifici sono stati fatti evacuare e molte persone si sono riversate per le strade.In molti casi è stato infatti attivato il sistema di allarme che ha lanciato l’ordine di evacuazione. Tantissime le chiamate al 118.

Diverse le repliche; di queste la più intensa (magnitudo 3.5) è stata registrata alle ore 18.43. Lievi i danni in provincia di Reggio Emilia.

Molto interessante, dal punto di vista dello studio del fenomeno,  è la correlazione tra i rilevamenti dei precursori elettromagnetici (ovvero la comparsa di segnali radio anomali, ma direttamente riconducibili alle deformazioni meccaniche delle rocce nell’area interessata) e lo sciame sismico.

Sabato 14 gennaio 2012
Il Giornale della Protezione Civile Rassegna stampa relativa alle isole

Mercoledì 11 gennaio 2012

Il Giornale della Protezione Civile Rassegna stampa relativa alle isole

Martedì 10 gennaio 2012

Il Giornale della Protezione Civile Rassegna stampa relativa alle isole

Lunedì 9 gennaio 2012

Il Giornale della Protezione Civile Rassegna stampa relativa alle isole

Giovedì 29 dicembre 2011
Il rischio idrogeologico riguarda l’85% dei comuni italiani

Eucentre: test su di una casa in legno di 4 piani sottoposta a un’accelerazione pari 1,1 g

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