Il Geoportale del D.R.P.C.

E’ stato attivato il Geoportale del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Siciliana. I dati condivisi sono quelli riguardanti le risorse che a vario titolo concorrono a dare il loro contributo al Sistema Regionale di Protezione Civile (Centri Operativi Misti – COM, Centri Operativi Comunali – COC, Aree di emergenza, Materiali, Mezzi, Associazioni di Volontariato, Edifici strategici e rilevanti, ecc.).

I contenuti sono prodotti ed aggiornati in modo autonomo dai diversi Servizi Provinciali del DRPC e resi disponibili secondo i principi di cooperazione ed interoperabilità promossi dalla Direttiva INSPIRE.

Il Geoportale, oltre a permettere la condivisione dei dati tra i soggetti istituzionali, si prefigge l’obiettivo di contribuire ad accrescere la conoscenza del territorio, sensibilizzando i cittadini riguardo alle tematiche della Protezione Civile.

Grazie al Protocollo d’Intesa tra questo Dipartimento ed il Dipartimento Regionale dell’Urbanistica, sono stati sviluppati ulteriori servizi per lo scambio e la condivisione dei dati territoriali. Inoltre i servizi riguardanti la Protezione Civile sono stati integrati con quelli del Geoportale della Regione Siciliana (Infrastruttura Dati Territoriali – S.I.T.R.).

L’attuale versione introduce nuovi servizi e strumenti quali:

  • Servizi di visualizzazione delle informazioni territoriali;
  • Servizi di ricerca operanti sui cataloghi e sui metadati;
  • Servizi conformi agli standard di interoperabilità (WMS – WFS – Google Hearth).

I contenuti saranno progressivamente integrati e potranno variare nel tempo o essere riorganizzati trattandosi di un sistema in continuo e costante sviluppo.

Fonte: http://sit.protezionecivilesicilia.it
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Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 09/11/2012

Indirizzi operativi per assicurare l’unitaria partecipazione organizzazioni di volontariato all’attività di protezione civile.  (Dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale)

Il volontariato di protezione civile trova pieno riconoscimento a partire dalla legge n. 225 del 1992, che lo individua come componente e struttura operativa del Servizio Nazionale. L’articolo 18 del provvedimento assicura una piena partecipazione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile alle attività di previsione, prevenzione e soccorso. Lo stesso articolo prevede anche l’emanazione di un regolamento, adottato l’8 febbraio 2001 con il decreto n. 194 del Presidente della Repubblica che tutela la partecipazione delle organizzazioni di volontariato a tutte le attività di protezione civile e ne disciplina ogni aspetto.

Gli Indirizzi operativi mirano a consolidare i risultati già raggiunti e a sostenere ulteriormente l’azione del volontariato di protezione civile nell’ambito del Servizio Nazionale, adeguando procedure e strumenti al mutato quadro organizzativo della Protezione Civile nel rispetto dei principi del Dpr 194/2001.

La Direttiva si applica su tutto il territorio nazionale, fatte salve le competenze delle Province Autonome di Trento e di Bolzano secondo quanto previsto dallo Statuto speciale di cui al Dpr 31 agosto 1972, n. 670, e dalle relative norme di attuazione.

Le disposizioni che contiene diventeranno operative dopo 180 giorni dalla data di entrata in vigore, coincidente con la pubblicazione, ossia a partire dal 31 luglio prossimo. Entro il medesimo termine le Regioni e Province Autonome sono impegnate ad adeguare – se necessario – le rispettive leggi e regolamenti agli indirizzi contenuti nella Direttiva.

Ecco le principali novità introdotte:

L’elenco nazionale
Le organizzazioni che intendono partecipare alle attività di previsione, prevenzione e intervento in vista o in caso di eventi calamitosi e svolgere attività formative e addestrative nello stesso ambito devono essere iscritte nell’elenco nazionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile. Una delle principali novità consiste nel fatto che i requisiti di idoneità tecnico-operativa necessari per far parte dell’elenco dovranno essere periodicamente verificati.

L’elenco nazionale è costituito dalla somma di:

  • Elenchi/albi/registri regionali, denominati “Elenchi Territoriali”
  • Elenco centrale,  istituito presso il Dipartimento della protezione civile

Tutte le organizzazioni iscritte negli Elenchi Territoriali e nell’Elenco Centrale possono essere attivate e chiamate ad operare in caso di eventi di rilievo nazionale.

Gli elenchi territoriali
Per poter intervenire ed operare per attività ed eventi di rilievo regionale/locale le organizzazioni devono essere iscritte nell’elenco territoriale del volontariato della propria regione o provincia autonoma.
L’elenco territoriale è istituito separatamente dal registro previsto dalla Legge n.266/1991 (legge-quadro sul volontariato) e le organizzazioni che ne hanno i requisiti possono iscriversi ad entrambi. Negli elenchi territoriali possono iscriversi:
- Organizzazioni di volontariato costituite ai sensi della Legge 266/1991 con carattere locale
- Organizzazioni di altra natura, ma con carattere prevalentemente volontario
- Articolazioni locali delle Organizzazioni richiamate nei punti precedenti, con diffusione nazionale
- Gruppi comunali e intercomunali
- Coordinamenti territoriali che raccolgono più gruppi od organizzazioni delle tipologie precedentemente indicate.

Tra le più rilevanti novità, per le articolazioni locali delle Organizzazioni di rilievo nazionale viene prevista l’esigenza di individuare, al proprio interno, delle “aliquote” che le sezioni locali devono indicare al momento dell’iscrizione all’elenco territoriale, specificando volontari, risorse e attrezzature che restano dedicate all’organizzazione nazionale di appartenenza, nell’ambito della rispettiva colonna mobile nazionale, e quelle che, invece, sono riservate all’operatività sul territorio, per esigenze di natura locale.
Le modalità per richiedere l’iscrizione negli elenchi territoriali sono disciplinate dalle rispettive legislazioni regionali che determinano i necessari requisiti di idoneità tecnico-operativa. I requisiti devono però soddisfare i quattro criteri generali individuati dalla direttiva.

L’elenco centrale
Questa sezione dell’elenco nazionale è destinata ad accogliere le organizzazioni che per caratteristiche operative e diffusione, assumono una particolare rilevanza mediante un diretto raccordo con il Dipartimento della Protezione Civile che assume rilevanza in caso di eventi di rilievo nazionale. Le modalità per richiedere l’iscrizione saranno indicate dal Dipartimento attraverso un successivo provvedimento.
Possono richiedere l’iscrizione nell’elenco centrale:
- Le strutture nazionali di coordinamento di organizzazioni costituite ai sensi della legge n.266/1991 diffuse in più Regioni
- Le strutture nazionali di coordinamento delle organizzazioni di altra natura a componente prevalentemente volontaria
- Organizzazioni prive di articolazione regionale, ma in grado di svolgere funzioni specifiche ritenute dal Dipartimento della Protezione Civile di particolare rilevanza ed interesse a livello nazionale
- Le strutture nazionali di coordinamento dei gruppi comunali e intercomunali

La direttiva precisa i requisiti strutturali e le caratteristiche di capacità tecnico-operativa di rilievo nazionale che le organizzazioni devono possedere per richiedere l’iscrizione nell’elenco centrale. Tra questi è indicata espressamente la rilevanza operativa nazionale, che va argomentata con riferimento a specifici parametri, non necessariamente connessi alle attività finalizzate agli interventi di emergenza.
L’iscrizione nell’elenco centrale di un’organizzazione diffusa in più regioni può comportare il riconoscimento anche delle sezioni locali ed articolazioni territoriali operative per attività di rilievo nazionale.

Il Dipartimento della protezione Civile e le Regioni definiscono preventivamente con le organizzazioni, per quanto di rispettiva competenza, i necessari accordi e protocolli operativi per assicurare la possibile contestuale operatività, in contesi di emergenze nazionali, di sezioni o articolazioni locali sia nell’ambito della rispettiva colonna mobile regionale o provinciale, sia nell’ambito della colonna mobile nazionale dell’organizzazione di appartenenza.

Gestione informatizzata dell’elenco nazionale
Per consentire l’aggiornamento in tempo reale dell’elenco nazionale delle organizzazioni e la sua pubblica consultazione il Dipartimento e le Regioni metteranno a punto modalità di gestione informatizzata degli elenchi.
Benefici normativi per i volontari di protezione civile
Per l’applicazione dei benefici previsti dagli articoli 9 (rimborsi ai datori di lavoro dei volontari) e 10 (rimborsi delle spese vive sostenute in attività operative dalle organizzazioni di volontariato) del Dpr 194/2001 è necessario che l’intervento delle organizzazioni di volontariato sia formalmente ‘attivato’. L’attivazione delle organizzazioni deve contenere alcuni elementi di base che vengono elencati: evento di riferimento, decorrenza, termine delle attività/cessata emergenza, modo di accreditamento dei volontari e rilascio attestati e l’eventuale autorizzazione all’applicazione dei benefici normativi utilizzando la modulistica ufficiale disponibile sui siti web di Dipartimento e Regioni.

Attività formative e addestrative
Le attività formative e addestrative devono essere in ogni caso autorizzate, per l’applicazione dei benefici di legge, dal Dipartimento anche se organizzate su scala locale.
- Le organizzazioni iscritte nell’elenco centrale presentano direttamente istanza al Dipartimento.
- Le sezioni territoriali/locali di organizzazioni iscritte nell’elenco centrale presentano la richiesta di autorizzazione al Dipartimento attraverso le strutture nazionali (informando anche le strutture di protezione civile della regione di appartenenza).
- Le organizzazioni iscritte negli elenchi territoriali devono presentare domanda esclusivamente per il tramite della Regione di appartenenza.

Attività e interventi in vista/in caso di emergenze/altri eventi
Per eventi di tipo “c”, ossia di carattere nazionale, o per attività e interventi di rilievo internazionale l’attivazione delle organizzazioni e l’autorizzazione all’applicazione dei benefici è disposta dal Dipartimento della Protezione Civile (con oneri a suo carico).
Per eventi di tipo “a” e “b”, l’attivazione delle organizzazioni e l’autorizzazione all’applicazione dei benefici è a cura delle strutture di protezione civile delle Regioni (con oneri a loro carico).
Secondo il Dpr 194/2001 l’autorizzazione all’applicazione dei benefici normativi è competenza dello Stato o della Regione, non dei Comuni o di altre istituzioni territoriali. In base alla 225/1992, però, i Comuni hanno titolo ad attivare le organizzazioni (ma non a disporre dei benefici normativi). Per chiarire questo punto la direttiva precisa che la richiesta dei benefici normativi deve essere rivolta in via preventiva alla Regione competente, così da consentire la quantificazione degli oneri.

Casi particolari – specifiche tipologie di eventi di rilievo regionale o locale
I casi particolari analizzati sono due e riguardano:
- Eventi diversi dalle emergenze, che per il loro impatto possono mettere a rischio l’incolumità della popolazione, seppure concentrati in ambito territoriale limitato. In casi di questo tipo l’applicazione di benefici normativi è subordinata all’attivazione del piano comunale e all’istituzione temporanea del COC.

Ricerca di persone disperse al di fuori del contesto previsto dalla 225/1992 e in ambiente diverso da quello montano o impervio. Per le ricerche in ambiente  urbano la richiesta di concorso dei sistemi locali di protezione civile può riguardare il volontariato:

  • se la richiesta è avanzata dall’autorità competente che ha anche il coordinamento di tutte le attività;
  • se la richiesta è rivolta alla struttura di protezione civile territorialmente competente;
  • se la struttura locale o regionale si assume l’onere di individuare e attivare le organizzazioni utili per l’intervento richiesto, in raccordo con l’autorità richiedente.
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La cultura della prevenzione: il rischio sismico in Sicilia

Giorno 8 marzo 2013 presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Palermo e giorno 9 marzo 2013 presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni Palermo, si svolgeranno due convegni su “La cultura della prevenzione: il rischio sismico in Sicilia – Valutazioni economiche e finanziarie delle misure di prevenzione”.

I convegni si propongono di promuovere la cultura della prevenzione sismica incentivando una corretta e continua informazione, la formazione degli operatori ed analizzando anche i risvolti economici e finanziari connessi all’adozione di misure prevenzione e recupero.

Due giornate, di grande interesse per esperti e cittadini, che vedono impegnata anche la nostra associazione grazie all’opportunità offerta dal Distretto 108 Yb Sicilia dei Lions Clubs che ha organizzato l’evento.

Maggiori dettagli nel programma.

 

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Una giornata per dire Grazie!

La Regione Emilia Romagna vuole rivolgere un sentito ringraziamento all’intero sistema di Protezione Civile intervenuto nel corso dell’emergenza sisma in Emilia e lo farà con una manifestazione che si terrà il prossimo 9 marzo presso il PalaDozza di Bologna dalle ore 10,00 alle ore 12,30.

Parteciperanno il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, il capo Dipartimento nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli, l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo, il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Mainetti, insieme ai rappresentanti di tutte le componenti del sistema integrato di Protezione civile.

Saranno ripercorse le tappe più significative dell’intervento del sistema di Protezione civile durante gli otto mesi di emergenza terremoto in Emilia  con l’ausilio di immagini, video e le testimonianze dei protagonisti partendo dall’immediata mobilitazione dei soccorsi con la partenza delle colonne mobili del volontariato la notte del 20 maggio, all’allestimento e la gestione dei campi di assistenza alle persone sfollate fino alle misure intraprese per la ricostruzione e la ripresa nelle province colpite.

La Regione Emilia-Romagna trasmetterà la manifestazione con la diretta web sul sito www.regione.emilia-romagna.it.

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Dal cielo alla terra

Nella splendida cornice della Galleria delle Carrozze del Palazzo Medici Riccardi di Firenze è in corso di svolgimento  la mostra sulla storia della sismologia e della meteorologia intitolata “Dal cielo alla terra”. L’evento si sviluppa attraverso un percorso cronologico che vede insieme strumenti della meteorologia, della sismologia e del geomagnetismo.
All’interno della mostra, nella quale sono esposti oltre 140 strumenti dagli esili termometri della meteorologia, alcuni strumenti sismici di oltre 1.000 kg di massa ed un aereo meteorologico. Sono stati ricostruiti anche ambienti di osservazione, dai gabinetti meteorologico-sismologici ottocenteschi alla sala sismica di oggi, e gli strumenti sono descritti da animazioni multimediali appositamente realizzate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV.
In seno all’esposizione si svolge un ciclo di conferenze  sui temi trattati dalla mostra e sulla cultura della prevenzione.
Maggiori informazioni sulle conferenze e sulla mostra sono disponibili nel sito www.dalcieloallaterra.it.

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Depositate le motivazioni della sentenza del processo Grandi Rischi a L’Aquila

Lunedì 21 gennaio 2013 sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna ai 7 componenti della Commissione Grandi Rischi che si riunì all’Aquila pochi giorni prima del 6 aprile 2009 è stata inflitta una condanna a 6 anni per omicidio colposo e lesioni colpose.

Il documento sancisce che “le affermazioni riferite alla valutazione dei rischi connessi all’attività sismica sul territorio aquilano sono risultate assolutamente approssimative, generiche e inefficaci“.

Inoltre: “Gravi profili di colpa si ravvisano nell’adesione, colpevole e acritica, alla volontà del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (all’epoca Bertolaso) di fare una ‘operazione mediatica’ che si è concretizzata nell’eliminazione dei filtri normativamente imposti tra la Commissione e la popolazione aquilana“.

Il compito degli imputati, quali membri della commissione medesima, non era certamente quello di prevedere (profetizzare) il terremoto e indicarne il mese, il giorno, l’ora e la magnitudo, ma era invece, più realisticamente, quello di procedere, in conformità al dettato normativo, alla ‘previsione e prevenzione del rischiodunque il processo non fu ”…. volto alla verifica della fondatezza, della correttezza e della validità sul piano scientifico delle conoscenze in tema di terremoti. Non è sottoposta a giudizio ‘la scienza’.

E’, dunque, pacifico che i terremoti non si possano prevedere, in senso deterministico, perché le conoscenze scientifiche (ancora) non lo consentono; ed è altrettanto pacifico che i terremoti, quale fenomeno naturale, non possono essere evitati: il terremoto è un fenomeno naturale non prevedibile e non evitabile. Per gli stessi motivi nessuno é in grado di lanciare allarmi, scientificamente fondati, circa una imminente forte scossa“. E dunque:Proprio sulla corretta analisi del rischio andava, di pari passo, calibrata una corretta informazione.

Corretta informazione che, secondo il giudice, è venuta a mancare nel momento in cui risultanze rassicuratorie sono emerse dalla riunione della Commissione Grandi Rischi, inducendo gli aquilani a restare in casa mentre, con una condotta più prudente, si sarebbero potute salvare alcune vite.  Il giudice sottolinea tuttavia che “la rassicurazione non costituisce un segmento della condotta che il pm contesta agli imputati, ma costituisce in realtà l’effetto prodotto dalla condotta contestata” infatti le affermazioni emerse nel corso della riunione della Commissione sui temi “della prevedibilità dei terremoti, dei precursori sismici, dell’evoluzione dello sciame in corso, della normalità del fenomeno, dello scarico di energia indotto dallo sciame sismico quale situazione favorevole, che costituiscono il corpo principale del capo di imputazione” hanno avuto una “indubbia valenza rassicurante“.

Le motivazioni della sentenza confermano l’enorme responsabilità di quanti, partecipando alla valutazione dei rischi per svolgere attività di previsione e prevenzione, sono indotti in atteggiamenti rassicuranti “poi” giudicati incongrui rispetto ai possibili scenari di rischio.

Qual’è il giusto equilibrio tra “corretta informazione” e “rischio” nel caso dei fenomeni naturali “imprevedibili” in senso deterministico? 

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Allerta Meteo Palermo

Prosegue l’iniziativa “Allerta Meteo Palermo” ideata dall’associazione di volontariato di Protezione Civile LeAli e CrisisLab su proposta del Dipartimento Regionale della Protezione Civile – Servizio Regionale per la provincia di Palermo e realizzato in collaborazione con CISAR Palermo e la nostra Associazione di Protezione ed Emergenze Civili Ingegneri Palermo.

L’iniziativa procede con il monitoraggio delle zone della città in cui si creano situazioni di rischio nei giorni di condizioni meteo critiche e si arricchisce di un nuovo strumento messo a punto da CrisisLab.

Da oggi è infatti possibile segnalare situazioni critiche legate ad allagamenti, caditoie ricoperte da foglie o rifiuti, rischi collegati a pozzetti stradali scoperchiati, caduta di rami o alberi ecc. con le seguenti modalità:

1) utilizzando la mappa interattiva predisposta sul sito:
https://meteoallertapalermo.crowdmap.com/;

2) inviando una mail all’indirizzo: lealiprotezionecivile@gmail.com

3) utilizzando l’hashtag #allertameteopalermo con twitter

E’ preferibile allegare foto e video alle segnalazioni in modo da fornire maggiori informazioni all’attività di monitoraggio.

I dati raccolti sulla base delle segnalazioni pervenute alla mappa, saranno messi a disposizione delle autorità preposte, offrendo uno spunto per la risoluzione dei problemi cronici che il maltempo produce sul tessuto urbano della città di Palermo e che anche oggi pomeriggio, a seguito di una precipitazione con un picco di 45 mm/h,  si sono riproposti.

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Dossier Emilia Romagna

Confidando in un sistema di prevenzione che superi le barriere tra mondo della ricerca e operatori del settore, vogliamo segnalare l’ottima iniziativa del comitato scientifico di Ingegnio-web che, partendo da una raccolta mirata di informazioni su quanto recentemente accaduto in Emilia Romagna, sottolinea la  necessità di una politica di prevenzione efficace per la mitigazione dei rischi legati ad eventi naturali.

Per questo è stato attivato un dossier, pensato come strumento dinamico e quindi in continua evoluzione,  che riporta pareri tecnici di professori, associazioni e operatori del settore in merito alle cause dei crolli e dei danni, ai criteri di intervento sugli edifici storici e su quelli industriali.

Nel tempo saranno approfonditi  i temi sulla sicurezza delle strutture, le soluzioni progettuali e tecniche per l’adeguamento sismico, la riparazione ed il miglioramento degli edifici danneggiati dal sisma.

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La prevenzione come strategia contro il terremoto – Presentato un nuovo DDL

 

E’ stato presentato a Roma, nel corso di un convegno “La prevenzione come strategia contro il terremoto” svoltosi il 15/11/2012, un disegno di legge quadro che prevede l’istituzione di una mappa sismica aggiornata del territorio, il censimento delle opere pubbliche rilevanti o pericolose in caso di sisma, l’adeguamento delle strutture non idonee, una maggiore attenzione per gli impianti industriali e soprattutto l’integrazione di diverse funzioni dello Stato che, tutte, sono parti del sistema di prevenzione e protezione civile: Governo, Protezione Civile, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Università e mondo della ricerca, istituzioni. 

La nuova classificazione sismica del territorio italiano dovrebbe essere fatta, secondo il ddl, affiancando al metodo probabilistico (PSHA – Probabilistic Seismic Hazard Assesment) il metodo neo-deterministico (NDSHA – Neo-Deterministic Seismic Hazard Assesment), di più nuova concezione e che tiene conto di numerosi fattori che, secondo i proponenti, sarebbe in grado di colmare il rischio di sottostima dell’approccio probabilistico.

Il ddl prevede inoltre il censimento dell’esistente (edifici, infrastrutture di collegamento ecc.) e l’individuazione delle opere necessarie all’adeguamento antisismico per gli edifici di interesse strategico e delle infrastrutture essenziali alla protezione civile nel corso di eventi sismici. Le buone intenzioni si ripetono visto che già quasi dieci anni fa l’ Opcm 3274/2003 indicava come sia necessaria la valutazione della resistenza sismica del patrimonio edilizio, industriale ed infrastrutturale.

Proposto l’aggiornamento delle NTC per incrementare la resistenza al sisma del patrimonio residenziale, produttivo e infrastrutturale prevedendo anche verifiche periodiche sui manufatti volte alla verifica della resistenza sismica nel tempo.

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La Protezione Civile…. questa sconosciuta (il Sindaco)

Il ruolo del sindaco in emergenza
Le norme vigenti assegnano al Sindaco un ruolo da protagonista in tutte le attività di protezione civile (prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza).

Il Sindaco, che è la persona/istituzione che il cittadino riconosce quale massimo riferimento locale è quindi Autorità comunale di protezione civile ed è il responsabile primo delle attività volte alla salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata.

In ragione della normativa statale e regionale vigente (Legge n. 225/92 come modificata ed integrata dalla L. 100/2012 e Legge Regionale e la L.R. 31.8.1998 n°14)  per il corretto espletamento delle responsabilità ad esso affidate, ogni Sindaco ha il dovere di dotarsi di una struttura operativa in grado di assisterlo nelle fasi preventive ed organizzative del sistema comunale di protezione civile nonché nelle fasi operative volte al superamento dell’emergenza.

Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo l’apposito piano comunale di protezione civile per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio.

Al verificarsi di una situazione d’emergenza deve acquisire, grazie alla struttura operativa che ha costruito per tempo, tutte le opportune e dettagliate informazioni sull’evento assumendo la direzione dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita per adottare i necessari provvedimenti.

Al verificarsi dell’emergenza assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso in ambito comunale e ne dà comunicazione al Presidente della Giunta Regionale, al Prefetto ed al Presidente della Provincia.
Il Sindaco per l’espletamento delle proprie funzioni si avvale del Centro Operativo Comunale (C.O.C.).

Per fare ulteriore chiarezza si ricordano i principali compiti  riferibili alle competenze e responsabilità del Sindaco:

  1. Organizzare una struttura operativa comunale (tecnici comunali, volontari, imprese, ecc.) per assicurare i primi interventi di protezione civile con particolare riguardo a quelli finalizzati alla salvaguardia della vita umana;
  2. Attivare, anche attraverso il Volontariato, i primi soccorsi alla popolazione e gli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza;
  3. Fornire adeguata informazione alla cittadinanza sul grado di esposizione al rischio ed attivare opportuni sistemi di allerta;
  4. Provvedere alla vigilanza (attivando presidi territoriali) sull’insorgere di situazioni di rischio idrogeologico o di altri rischi specie in presenza di ufficiali comunicazioni di allerta, adottando le necessarie azioni di salvaguardia della pubblica e privata incolumità;
  5. Assicurare una reperibilità finalizzata in via prioritaria alla ricezione di comunicazioni di allerta;
  6. Individuare vie di esodo sicure per la popolazione esposta a rischi specifici e vie da mantenere libere per le operazioni di soccorso;
  7. Individuare aree di attesa e/o temporaneo ricovero per la popolazione esposta, attivando se del caso sgomberi preventivi.

Definita la portata dell’evento e valutate le risorse locali il Sindaco valuta e decide se può fare fronte all’emergenza con mezzi propri. In caso contrario vengono mobilitati immediatamente i livelli provinciali, regionali e, nelle situazioni più gravi, anche il livello nazionale, integrando le forze disponibili in loco con gli uomini e i mezzi necessari al superamento dell’emergenza per il ritorno a condizioni ordinarie.

Chiedete al vostro Sindaco di fare tutto quanto è previsto per la salvaguardia vostra, dei vostri cari e dei vostri beni.

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